Qualità al giusto prezzo? Si ma...

Giunti nel 2020 è ormai il momento di fare una precisazione.

Basta girarci attorno: andare oltre il concetto di qualità non solo è doveroso, ma necessario. Perché non sempre è possibile capire “a braccio” la qualità. E poi come potrebbe esistere un prezzo giusto per un prodotto di qualità? Chi lo dovrebbe decidere? Vediamo di trovare risposte a tutte queste domande.

Ieri pomeriggio in azienda, durante una riunione, eravamo presi da un ragionamento che riguardava il concetto di “qualità” applicato ai prodotti e la percezione della stessa fra i clienti.
Ci siamo presi un po’ di tempo per cercare di capire il motivo per cui alle volte le persone entrano in una sorta di trance quando un venditore (commesso o negoziante che sia) cerca di rassicurarle dicendo loro che stanno acquistando qualcosa “di qualità”.
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Che vuol dire quando un prodotto viene additato come di qualità?
Pensandoci bene se al nome o alla tipologia di un prodotto affianchiamo le parole di qualità (es. vino di qualità, carne di qualità, camicia di qualità) vien da pensare che abbiamo a che fare con prodotti ben fatti, provenienti da una filiera corta e genuini (se parliamo di carni di animali d’allevamento) oppure con qualcosa fatto a mano, sartoriale, ecc.
Eppure molti clienti vanno in confusione. Sembrano quasi non fidarsi o per lo meno danno l’impressione di non essere quasi mai certi al 100% di ciò che si dice loro, nonostante le rassicurazioni. Quelle persone è come se volessero prima valutare un’alternativa. Magari perché vorrebbero anche avere un occhio di riguardo al prezzo, giusto per risparmiare qualcosina.
Riflettendoci a lungo siamo poi giunti alla soluzione dell’amletico dilemma. In sostanza abbiamo capito quale poteva essere il motivo di tanta confusione.

Il fatto è che tutti (ma proprio tutti) quelli che cercano di vendere dicono di avere un prodotto di qualità.

In commercio quale venditore o titolare d’azienda non lo direbbe? Se devi vendere qualcosa a qualcuno, diresti mai che stai vendendo una cosa scadente? Beh, ovvio che no.
E’ così semplice in effetti: basta avere un buon prodotto, rimarcare il fatto che sia di qualità e la gente si fiderà ciecamente…
Ma non è proprio così che funziona. O meglio, funzionava così fino a qualche decennio fa, quando le aziende non erano così tante ed i mercati non erano così globalizzati. Ma ora non è più sufficiente. Bisogna andare oltre.
Facciamo un paragone col mondo della ristorazione, così si capisce meglio.
Se tu fossi un cameriere e al tavolo un persona ti chiedesse: “Un calice di vino per favore.”, sottintendendo ovviamente che questa persona desideri bere qualcosa che possibilmente non sappia di aceto, te dal canto tuo cosa dovresti dire al diretto interessato per potergli far bere qualcosa che sia almeno al livello delle sue aspettative?
Bianco o Rosso? Secco o fruttato? Del Nord o del Sud? Estero? Fermo o bollicina?
Esatto. Già sarebbe un inizio incoraggiante, proprio perché non è più sufficiente dire: “Abbiamo un vino della casa ottimo! Molto buono.”.
Lo stesso discorso si potrebbe fare con le birre o con qualsiasi altro prodotto ma iper-semplificando il concetto, giusto per trasmettere il senso del ragionamento, possiamo dire che un buon punto di partenza è almeno quello di porre all’interessato un minimo di domande, prima ancora di pensare di poter suggerire cosa scegliere.
Poi come proposta, per essere almeno in linea con l’immagine del ristorante, dovrai proporre una o più gamme di vini che occupano fasce di prezzo differenti: economico-medio-costoso.
Ma anche in questo caso limitarsi al solo prezzo non basta più. Altrimenti da ristoratore potresti pensare che avere in cantina vini costosi come Dom Pèrignon o altre etichette da centinaia di euro in su la bottiglia sia il solo modo per avere vino di qualità.
Insomma, il concetto è molto semplice.

Chi ho di fronte? Che cosa intende per qualità? Quanto è disposto a spendere? Quali sono i bisogni che deve soddisfare?

Ora, immagina di essere una cliente alle prese con la ricerca di un nuovo paio scarpe. Magari non conosci il marchio Due Lune ma, spinta dalla curiosità, hai deciso di rivolgerti a noi entrando in uno dei nostri punti vendita.
Alla domanda “Posso avere un paio di scarpe?” quale minimo di domande dovremmo farti noi per capire che tipo di calzatura stai cercando?
Sei solita indossare scarpe in pelle o acquisti spesso quelle in tela? Scegli solo scarpe Made in Italy o della provenienza non ti importa nulla? Cerchi un prodotto su misura? Hai esigenze particolari in fatto di plantari? Le domande sarebbero potenzialmente infinite.
Certamente quel “Cerco un paio di scarpe” messo lì, da solo, non vuol dire assolutamente nulla e non basta a noi per capire cosa stai cercando.
Questo perché non esiste “il vino”. Esistono “i vini”.
Non esiste “la birra”. Esistono “le birre”.
Non esiste “la scarpa”. Esistono “le scarpe”.
Ora, se uno vuole bere bene o impara a conoscere vini e birre oppure si affida ad un esperto che gli farà giusto quelle due domande per cercare di capire qual è il tipo di vino o di birra che fa per lui, magari da abbinare ad un determinato piatto.
Probabilmente anche tu, ordinando un piatto al ristorante e leggendo la carta dei vini, ti sei ritrovata nella spiacevole situazione in cui non avevi la più pallida idea di quale potesse essere l’abbinamento giusto. Tranquilla, è assolutamente normale. Forse nessuno di quei nomi ti diceva nulla perché semplicemente non sei un’esperta o semplicemente non è un argomento in cui ti senti ferrata.
Bada bene, non essere esperta in qualcosa non fa di te automaticamente una persona sprovveduta o poco intelligente. Semplicemente ognuno di noi ha degli interessi diversi dagli altri e quindi competenze specifiche diverse. Insomma, ci può stare che in certi campi semplicemente non si è preparati.
La stessa identica cosa si applica al non esperto di scarpe.
Qui si pone il problema.
Voglio imparare oppure voglio continuare a vivere nell’incertezza e nella confusione? Mi voglio affidare all’istinto oppure ad un esperto? Imparare o continuare ad essere storditi?
A questo punto le scelte che puoi affrontare sono 3.

 

Affidarsi all’esperto:

Quelli che come te intendono affidarsi ad un esperto hanno risolto il problema.
Nel caso che riguarda il nostro mondo, quello delle scarpe, vuol dire che ogni donna che vorrà farsi affiancare da noi inizierà un percorso che le consentirà anzitutto di capire cosa vuol dire scarpa artigianale e come riconoscerne una tenendola semplicemente per mano o addirittura a colpo d’occhio. Imparerà a valutare gli aspetti che la rendono differente da una scarpa qualsiasi e sarà in grado di analizzare le caratteristiche imprescindibili che vanno ricercate durante la prova per poter scegliere con sicurezza il modello più adatto, senza sbagliare taglia e senza farsi influenzare nella scelta da preconcetti o falsi miti. Comprenderà come la calzata di ogni singolo paio può variare al variare dei materiali impiegati e scoprirà come poter finalmente indossare con tranquillità e in totale comfort qualsiasi tipo di calzatura, che sia una ballerina, una stringata, una zeppa o una scarpa col tacco. Il tutto senza il timore di vedersi costretti a lasciarla sulla propria scarpiera senza poterla indossare dopo un giorno. Poi ovviamente il nostro team di esperti si prenderà cura di lei, in tutto e per tutto. Solo coccole e soddisfazioni per accompagnarla nell’éden della scarpa italiana.
Potete a questo punto già smettere di leggere perché siete già in viaggio e non vi servirà conoscere altro perché siete già consapevoli di chi avete di fronte.
 

Continuare ad essere confusi:

Buon pro ti faccia. Senza problemi, davvero. Se vuoi rimanere in questo limbo continua pure a comprare qualsiasi scarpa da chiunque, senza avere la benché minima idea di cosa stai per mettere ai piedi ed ignorando gli effetti che potrebbe avere. Indossa pure il primo paio di scarpe che il venditore di propone o sceglilo da sola, convinciti che ti stanno bene e che riesci a portarle bene e tutti saremo felici e contenti.
Anche in questo caso puoi smettere di leggere.
 

Imparare:

Ok, sei forse una di quelle che sembrano voler avere tutto sotto controllo. Persone maniache del dettaglio. Di quelle che devono andare in fondo alle cose per riuscire a trovare il bandolo della matassa. Ecco, a te invece toccherà leggere ancora un po’ e per prima cosa riprendo il discorso di apertura. Siccome a noi piace diffondere il nostro “credo” avrai pane per i tuoi denti.
Ti ricordi dell’esempio del vino e della birra? Non esiste il vino ma i vini, non esiste la birra ma le birre e quindi non esiste la scarpa ma esistono le scarpe.
Bene, è il momento di capire perché le scarpe non sono tutte uguali.
Partiamo dal presupposto che tu abbia già letto e compreso quello che abbiamo raccontato sul nostro sito, come ad esempio la nostra storia oppure la sezione in cui spieghiamo in parole semplici ciò che ci rende completamente differenti rispetto a qualsiasi altro negozio di scarpe (in caso contrario corri e mettiti in pari leggendo qui => I nostri punti di forza).
Bene, per capire una volta per tutte per quale motivo le scarpe non sono tutte uguali concedimi un ultimo paragone alimentare: una banana verde e una banana matura.
Secondo te, prendendo due banane identiche provenienti dalla medesima nazione e addirittura colte dalla stessa pianta, se ne consumassimo una da acerba e l’altra matura, avrebbero la stessa struttura e lascerebbero le stesse sensazioni in bocca?
No, ovviamente.
Avrebbero lo stesso sapore?
No.
Al gusto sono due prodotti completamente diversi. La prima sarà sicuramente turgida, acre e astringente, tanto da lasciare le tue fauci asciutte dopo ogni morso. Quella matura è invece sarà soffice, dolce e ti lascerà una più piacevole sensazione di bocca impastata.
Eppure quella acerba sempre banana è, giusto? Il punto, nelle intenzioni, è identico con le scarpe. Identico. Tanto è sempre un paio di scarpe, giusto?
No, non è così.
Perché se ad esempio ti aspetti di trovare la comodità su un paio di scarpe:
  • costruite in una fabbrica dove la manodopera non conosce gli aspetti che influenzano il comfort e la calzata;
  • realizzate in paesi in via di sviluppo o comunque laddove ci sia una catena di montaggio con operai che realizzano quantità abnormi di scarpe al giorno;
  • in materiali poco idonei al contatto con la pelle, come tele sintetiche, pvc o plastiche di vario genere;
  • costruite senza soletta di montaggio, puntale o contrafforte
beh, stai prendendo un grosso granchio.
Potrai comprare quel paio di scarpe perché penserai che costi poco o perché magari perché credi ne valga la pena ma pensare che una scelta del genere non porti poi a dei risvolti negativi è da pazzi.
Comprare un paio di scarpe come quello significa andare incontro almeno a due o tre dei seguenti problemi: dolore ai piedi, vesciche, dolori alla colonna vertebrale, consumo prematuro dei materiali, rottura della suola e soletta di montaggio (sempre che all’interno ce ne sia una e che non sia fatta di cartone), scuciture di vario tipo. Ma potremmo andare avanti ancora a lungo.
Congratulazioni! Ti sei portata a casa un paio di scarpe che non avrà altra destinazione all’infuori del bidone della spazzatura al primo problema. E si, perché ti garantiamo che una calzatura del genere sarà praticamente impossibile sistemarla, così come sarà impossibile cambiarne le componenti se si consumeranno. I pochi calzolai rimasti in giro in paese ti diranno che non ne varrà la pena o addirittura che non lo potranno proprio fare.
Così non hai fatto altro che alimentare i profitti di un venditore (grossa azienda o piccola che sia) che sta lucrando su roba ignobilmente spacciata come di qualità e che ignora completamente (o comunque a cui poco interessano) le tue esigenze. In primis trascurando i protagonisti indiscussi che meriterebbero davvero considerazione: i tuoi piedi!
Se preferisci un paio così allora appartieni a quella stessa categoria di persone che, per qualche strano motivo, da una vita intera si rivolgono a quei negozi che vendono pezzi di plastica al prezzo di un prodotto artigianale in vera pelle e magari pensano di essere stati anche intelligenti perché hanno pagato “il giusto”.
E allora cosa ti consigliamo in questo caso?
Dunque, se proprio non riesci a fare a meno di comprare prodotti del genere cerca di indossarli il meno possibile, almeno per non rovinarti i piedi! Prova almeno ad inserire all’interno della scarpa una soletta in vera pelle, sostituendo quella che trovi dentro, e prova a vedere se a fine giornata riesci a notare la differenza che un materiale del genere può regalarti.
“Ma io compro già scarpe in pelle, italiane e le trovo anche ad un prezzo più basso del vostro.”
Ok, quindi stai comprando scarpe in pelle da qualcun altro risparmiando perché magari pensi che siamo troppo cari o che non puoi spendere quella cifra da noi.
Ecco, in questo caso, dobbiamo tutti quanti imparare una cosa fondamentale.
Prendi in esame questo elenco, scorrendo i punti dall’alto in basso.
Una scarpa può essere:
  • prodotta con elevati standard qualitativi e tecniche artigianali
  • 100% Made in Italy
  • realizzata con materiali pregiati e confortevoli in grado di adattarsi al piede
  • bella
  • economica
Ora, tolto il discorso della “bellezza”, che è un aspetto sempre soggettivo, una scarpa economica non può essere anche prodotta con elevatissimi standard qualitativi e con tecniche artigianali, interamente in Italia e con materiali pregiati in grado di adattarsi al tuo piede.
Se costa poco e ti dicono che è italiana è perché qualche passaggio è svolto all’estero. Su questo non ci piove. Se la catena ha tanti punti vendita sul territorio e produce grossi quantitativi, puoi stare certa che è mantenuta in piedi da meccanismi che la obbligano a delocalizzare diverse fasi produttive in paesi in cui la manodopera è sottopagata rispetto all’Italia.
Produrre una scarpa in vera pelle con standard qualitativi elevati, seguendo una filiera che dalla A alla Z viene svolta interamente in Italia, con tutte le accortezze stilistiche volte a renderla unica, magari con l’utilizzo di materiali duraturi e capaci di adeguarsi alla conformazione del piede, vuol dire produrre un paio di scarpe che ha dei costi per l’azienda sensibilmente elevati.
Se in giro trovi prodotti venduti mediamente a prezzi più bassi è perché quel mercato attira un bacino di persone numeroso. Ma sono pur sempre persone con capacità di spesa bassa. E purtroppo vivono nell’illusione di essere in grado di ottenere la migliore qualità possibile pagando un prezzo basso. Ed il rischio più grave è che in molti penseranno addirittura di aver ragione!
Se ti fermi un attimo a riflettere, come potrebbe una persona ammettere di aver comprato un prodotto di scarsa qualità, ad un prezzo basso, senza sentirsi un po’ fessacchiotta?
Esatto, non può.
Deve necessariamente uscirne, in qualche modo, vincitrice: “Ho comprato un bel paio di scarpe da Pincopallino, ad un prezzo bassissimo. Ho fatto un affare!”
Ecco, anche no amica mia. Mi spiace per te, ma non hai fatto la scelta migliore.
L’illusione che si crea nella mente dei consumatori che fanno della corsa al risparmio il loro credo è concettualmente sbagliata. E’ solo un’illusione ma ne sono comunque ossessionati. Pensa a chi ostenta i saldi e coloro che acquistano solo ed esclusivamente durante il Black Friday.
Dobbiamo disilluderci.
Perché esiste la realtà. E la realtà è che un’Alfa Romeo non sarà mai una Bentley. E chi compra Bentley lo sa. E chi produce Bentley lo sa. Perché nel processo di produzione, la corsa al risparmio, non è minimamente tenuta in considerazione. La Bentley costa quello che costa semplicemente perché non è prodotta sulla base di compromessi al ribasso.
Arriviamo al punto.
Certo che esistono scarpe che stanno “nel mezzo”, in quel range di qualità ottimale per cui molti diranno “Ha un ottimo rapporto qualità prezzo”. Ma tra il buon rapporto qualità prezzo e la una scelta consapevole, definitiva e senza sorprese in fatto di scarpe artigianali, c’è differenza. Molta.
Non vogliamo di certo metterci a fare nomi di altri brand o di marche per paragonarli a noi. Non è questo il punto. Il punto è che se provi una scarpa Due Lune, se entri in un nostro punto vendita, poi altrove vedrai solo il buio più totale.
Non troverai nessun’altro capace di darti stessa assistenza durante la scelta. Perché agli altri non interessa risolvere i tuoi problemi specifici: se hai un qualche problema ti diranno: “Mah, signora…che le devo dire, si vede che non è il modello adatto per lei!”.
Né troverai lo stesso nostro servizio post-vendita, garantito dal contatto giornaliero col nostro laboratorio (che ha sede nelle Marche, non chissà dove). Se acquisti invece scarpe in un negozio multimarca e hai problemi con un modello di un brand in particolare chi ti garantisce che riuscirai a risolverlo? Il venditore o il suo staff? Pensi davvero che sappia come riparare o sistemare un paio di scarpe?
Figurati poi se trovi qualcuno capace di offrirti la stessa GARANZIA A VITA, che noi incondizionatamente ti diamo su tutti ma proprio tutti gli eventuali difetti che da qui a 3, 5 o 10 anni potresti incontrare.
Sicuramente mai nessuno, a meno che non voglia mentirti deliberatamente, ti darà inoltre l’assoluta certezza che quel paio che stai per acquistare sarà sicuramente PERFETTO per il tuo piede.
Perché mentre noi, ogni giorno, ci giochiamo le nostre carte dicendoti le cose come stanno in maniera franca e diretta, il mondo là fuori invece non sarà mai cristallino nei tuoi confronti.
Se noi ti stiamo suggerendo uno modello in particolare è perché sappiamo cosa ti serve. Se vuoi risolvere il tuo problema e ci lasci fare ti garantiamo al 100% che troveremo la soluzione. Nella maniera più assoluta.
Le nostre calzature sono di qualità?
Ce lo dirai tu facendoti una tua personalissima idea una volta indossate. Di certo c’è che le nostre sono calzature che ti concedono tutto.
Donne insicure che avevano il timore di indossare tacchi alti con noi iniziano a correre con décolleté tacco 120 ai piedi. Signore che prima di conoscerci rinunciavano d’estate ai sandali per colpa dell’alluce valgo e che poi, come per magia da noi trovano finalmente il modello adatto che nasconde quel tipo di inestetismo e che non sia doloroso.
Sulla pianta senti quel modello troppo stretto? Ci pensiamo noi: te lo allarghiamo di 1 o 2 cm e vedrai che non sarà un problema.
Le altre scarpe? Non ti perdonano niente. Non si allargano neanche mettendole in trazione per ore. Rischi di slogartici una caviglia se prendi una buca a terra, di trovarti con un tacco spezzato o con la suola improvvisamente staccata. Per non parlare dei materiali che a contatto con la pelle ti faranno venire dolorosissime scottature.
Non te la senti di spendere qualcosina in più per acquistare un prodotto artigianale italiano? Per carità, poi ognuno giustamente guardi il proprio portafogli, ci mancherebbe altro.
Ma se mai ti capitasse di chiedere, ad uno qualsiasi dei nostri clienti storici che acquistano da anni solo prodotti Due Lune, se preferisse comprare un paio di scarpe in meno durante l’anno piuttosto che riempirsi la scarpiera di scarpe di altri brand, siamo certi che non ci penserebbe più di un secondo.
Senza dubbi opterebbe per noi.
Perché sono clienti soddisfatti al 100% della loro scelta.
Perché sanno che scegliendoci stanno contribuendo al sostentamento dei produttori italiani e (davvero) 100% Made in Italy.
Perché si sono finalmente allontanati dal mercato tossico dei prodotti massivi di dubbia provenienza, che costano quanto i prodotti artigianali e che vanno a finire nella spazzatura più velocemente di quanto non immagini.
Quindi, ed ora concludiamo davvero, quando vuoi ragionare in termini di qualità pensa a questo articolo. E se decidi di dar retta a qualcuno, opta solo per chi ti da  certezza di risultato, non chiacchiere.

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